L’intervento riguarda la riqualificazione del complesso scolastico che ospita la scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “G.M. Gisellu”, nel Comune di Dorgali, e nasce dalla volontà di restituire alla scuola un ruolo centrale, non solo all’interno del sistema educativo, ma anche nella struttura urbana del paese.
Il progetto, vincitore di concorso, affronta una condizione di frammentazione edilizia costruendo un nuovo principio di unità. Il sistema esistente viene ricomposto attraverso l’inserimento di volumi di connessione che ridefiniscono l’organizzazione complessiva: il collegamento tra i blocchi B1 e B2, il volume intermedio verso la palestra e l’ampliamento degli spogliatoi operano come dispositivi capaci di ristabilire continuità funzionale e leggibilità.
L’intervento agisce in modo diffuso anche sugli edifici esistenti, migliorandone le prestazioni energetiche e il comfort ambientale. In questa prospettiva, il complesso è concepito come una scuola NZEB (Nearly Zero Energy Building), in cui le scelte progettuali e impiantistiche concorrono alla riduzione dei consumi e all’ottimizzazione delle risorse. Il sistema edificio–impianto è governato da un sistema di automazione BACS di tipo B, che consente il controllo e la gestione efficiente dei parametri ambientali e dei consumi energetici.
Le nuove strutture in ampliamento sono realizzate mediante solai a piastra in calcestruzzo armato alleggeriti con casseri a perdere tipo Nautilus, soluzione che consente di ridurre i pesi, ottimizzare le prestazioni strutturali e migliorare il comportamento complessivo dell’edificio, garantendo al contempo flessibilità distributiva e qualità spaziale.
Un ruolo centrale è affidato agli spazi aperti, intesi come parte integrante del progetto. Il ridisegno dei percorsi, delle aree verdi e degli spazi di relazione costruisce un sistema continuo che mette in relazione scuola e città, trasformando il complesso in un luogo attraversabile e riconoscibile.
L’organizzazione degli accessi e dei flussi è pensata per garantire un uso flessibile degli spazi. L’ingresso principale si configura come uno spazio ampio e protetto, mentre un accesso secondario si apre verso la Piazza dell’Agorà, rafforzando il rapporto con il contesto urbano. La palestra mantiene una propria autonomia funzionale, pur restando parte di un sistema unitario.
Il progetto interpreta la scuola come un’infrastruttura pubblica aperta, capace di attivare relazioni e generare nuove forme di uso collettivo. In questa prospettiva, l’intervento si configura come un dispositivo di rigenerazione, in cui architettura, tecnologia e spazio pubblico concorrono a definire un ambiente contemporaneo, efficiente e inclusivo.




















